lunedì 5 dicembre 2022

UN BROCCOLETTO AL GIORNO .....

 


Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Neurology mangiando con costanza certi alimenti ( e bevendo ) la diminuzione delle capacità cognitive rallenta .

Quali sono ?

Cipolle, cavolo riccio, broccoli, spinaci, mele, tè e vino rosso. 

Contengono flavonidi .

Sarebbe frutto di uno studio prolungato nel tempo .

Infatti Lo studio ha coinvolto 961 persone con un'età media di 81 anni non affette da demenza. Tutti i partecipanti hanno compilato un questionario ogni anno sulle loro abitudini alimentari, indicando con quale frequenza consumassero determinati cibi. La memoria è stata valutata annualmente attraverso una serie di test cognitivi che richiedevano di ricordare elenchi di parole, liste di oggetti e numeri e di ripetere il catalogo nell'ordine corretto. 

I ricercatori hanno tenuto in considerazioni altri fattori che avrebbero potuto incidere sulle capacità cognitive dei partecipanti, come il loro livello di istruzione, il tempo dedicato all’attività fisica e l’attitudine a mantenere la mente attiva attraverso la lettura o i giochi di società. Tutti i volontari reclutati per lo studio sono stati seguiti per una media di sette anni. 

Il campione è stato diviso in cinque gruppi uguali in base alla quantità di flavonoli presenti nella dieta.

I ricercatori hanno anche cercato di scoprire quale tipo di flavonoli fosse più protettivo per la memoria: Kaempferol, quercetina, miricetina o isoramnetina? Il kaempferol è contenuto soprattutto nei cavoli, fagioli, tè, spinaci e broccoli, la quercitina in pomodori, cavoli, mele e tè, tè, la miricetina nel vino, cavolo, arance e pomodori e isoramnetina. pere, olio d'oliva, vino e salsa di pomodoro per l’isoramnetina. Il kaempferol batte tutti gli altri. Le persone che consumavano livelli più elevati di kaempferol avevano un tasso di declino cognitivo più lento di 0,4 unità per decennio rispetto a quelli del gruppo più basso. Quelli con il più alto apporto di quercetina avevano un tasso di declino cognitivo più lento di 0,2 unità per decennio rispetto a quelli del gruppo più basso. E le persone con il più alto apporto di miricetina avevano un tasso di declino cognitivo più lento di 0,3 unità per decennio rispetto a quelli del gruppo con il consumo più basso. L'isoramnetina non era associata a un miglioramento cognitivo.

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