domenica 27 settembre 2020

CAMPIONESSA ITALIANA DI GETTO DEL PESO NON PUO' GAREGGIARE PER L'ITALIA PERCHE' NON DEVE ESSERE INGAGGIATA DALLA JUVENTUS PER 10 MILIONI

 


PAVIA -Purtroppo il caso Suarez dimostra che ci sono extracomunitari di serie A ed extracomunitari di serie B". Le parole di Danielle Frederique Madam, cinque volte campionessa italiana di lancio del peso, sono lo sfogo di chi vive da anni nell'ombra. Rabbia e delusione di chi si sente italiana, ma di fronte alla legge non lo è: "Sono nata in Camerun, a Douala, ma dall'età di 7 anni vivo a Pavia - racconta la 22enne -. Qui, in Italia, si è svolta finora tutta la mia vita ma, purtroppo, per lo stato sono un fantasma".

L'amara scoperta del proprio "status" per Danielle è arrivata nel 2013: nonostante il primo posto ai campionati italiani giovanili nel lancio del peso, la campionessa 16enne non fu convocata per i mondiali di categoria: "E' stato come un fulmine a ciel sereno: lì ho scoperto di non essere come tutti gli altri, di essere diversa - racconta -. Ai Mondiali volevo rappresentare l'Italia, essere lì per il mio Paese ma, non avendo la cittadinanza, non potevo essere chiamata in azzurro. Da quell'episodio ho iniziato a informarmi per capire meglio la verità".

Alla 22enne, infatti, mancano solo 3 esami alla laurea triennale in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità all'Università degli Studi di Pavia, mentre nel lancio del peso vanta 5 titoli italiani di categoria, oltre ad un bronzo a livello assoluto: "Questa è la medaglia più bella che ho vinto" ricorda.

Se tutto dovesse andare bene, forse solo nel 2030 riuscirò ad avere la cittadinanza: è molto frustante". Da qui, dopo la notizia del caso Suarez e della presunta agevolazione nella pratica della cittadinanza per il giocatore uruguaiano, è nato lo sfogo sui social della campionessa di lancio col peso: "Come me, moltissime altre persone che sono in Italia sono perfettamente integrate, studiano o lavorano, ma sono fantasmi per lo stato. Per questo, in uno stato civile come il nostro, ci vorrebbe lo Ius Culturae. Spero che qualcuno nelle istituzioni senta il mio sfogo e la situazione possa cambiare presto". ( La REp )

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