
Imperia - Gli hanno tirato una pietra in testa, nascosti dietro i cespugli, sul lungomare cittadino, approfittando del buio della notte. Poi, quando la vittima ha appoggiato la bicicletta per terra, sanguinante, sono usciti fuori, allo scoperto. Erano in sei, tutti italiani. «Perché? Perché mi avete tirato quella pietra? Cosa vi ho fatto?», ha chiesto il giovane nordafricano, implorando pietà e almeno una risposta. Un paio di secondi di silenzio e poi l’esplosione di violenza. Assurda. Calci e pugni ripetuti, al volto e al torace. «Sei un negro di m...., vattene via dall’Italia».
Un agguato di sicura matrice razzista, quello subito un paio di sere fa, da Mohamed D., 19 anni, senegalese, sbarcato in Italia dodici mesi fa, su una delle tante carrette del mare che approdano quasi ogni giorno in Sicilia. A salvarlo, quasi certamente, un automobilista di passaggio che, dopo aver inchiodato la vettura, è saltato fuori dall’abitacolo mettendo in fuga il gruppo di aggressori. Il senegalese, che lavora come lavapiatti in un ristorante cittadino, è stato poi medicato al pronto soccorso.
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