venerdì 10 giugno 2016

GIACOMO MATTEOTTI VIENE UCCISO IL 10 GIUGNO 1924





Giacomo Matteotti (Fratta Polesine22 maggio 1885 – Roma10 giugno 1924) è stato un politicogiornalista e antifascista italiano, segretario del Partito Socialista Unitario, formazione nata da una scissione del Partito Socialista Italiano.
Fu rapito e assassinato da una squadra fascista capeggiata da Amerigo Dumini, probabilmente[1] per volontà di Benito Mussolini[2], a causa delle sue denunce dei brogli elettorali attuati dalla nascente dittatura nelle elezioni del 6 aprile 1924, e delle sue indagini sulla corruzione del governo, in particolare nella vicenda delle tangenti della concessione petrolifera alla Sinclair Oil. Matteotti, nel giorno del suo omicidio (10 giugno) avrebbe dovuto infatti presentare un nuovo discorso alla Camera dei deputati - dopo quello sui brogli del 30 maggio - in cui avrebbe rivelato le sue scoperte riguardanti lo scandalo finanziario coinvolgente anche Arnaldo Mussolini, fratello del duce.[3] Il corpo di Matteotti fu ritrovato circa due mesi dopo.

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