Secondo Renzi le 100mila assunzioni (che il governo ha promesso) sono cosa e giusta solo se passano i maggiori poteri al dirigente scolastico, la chiamata diretta, il contratto triennale per gli insegnanti, un sistema di valutazione rozzo e raffazzonato, i bonus fiscali per chi manda i figli alle private. Altrimenti -dice Renzi- quelle assunzioni (lo ricordo, promesse dal governo) diventano "un ammortizzatore sociale", pura assistenza per "i precari".
Rispondiamo che le assunzioni si possono fare subito, perché il governo non può giocare con la vita delle persone. Che la legge può essere approvata entro l'estate. Una legge che rilanci il diritto allo studio e le borse per gli studenti meritevoli. Una legge che preveda una valutazione seria del lavoro dell'insegnante, affidata a personale specializzato, che sappia di pedagogia, abbia competenze nelle materie di insegnamento, segua il docente nel suo lavoro in classe. Che i poteri del preside -finalmente anche Renzi lo chiama così- possono essere rafforzati, garantendo un reclutamento di alto livello per il capo d'istituto, ma senza farne una sorta di capo del personale di un'azienda privata che possa allontanare il docente scomodo per sostituirlo con chi gli aggrada.
Una legge infine che chieda alla scuola pubblica di offrire a tutte e a tutti, un'educazione alla cittadinanza e una formazione logica polivalente. Non più materie da studiare né troppe nozioni (che poi si dimenticano), ma l'abitudine a ragionare, la forza di farsi un'opinione, il coraggio di affrontare un mondo del lavoro che richiede grande flessibilità e apertura mentale. La nostra scuola può svolgere un compito siffatto. La nostra scuola può e deve educare alla costituzioni. I nostri insegnanti non chiedono "ammortizzatori sociali" ma rispetto per il loro lavoro e per i loro diritti, libertà d'insegnamento, dignità.
Vuoi vedere che anche lui siccome non gli danno ragione si porta via il pallone, impara alla svelta il ciarlatano.
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