Andrea, si vuole riscrivere la legge sulla violenza sessuale cancellando il cuore di tutto: il consenso. La proposta di modifica dell’art. 609‑bis a firma della senatrice Giulia Bongiorno sposta di nuovo il peso sulle sopravvissute, costringendole a dimostrare di aver detto “no”, invece di chiedere a chi agisce di accertare un “sì”. Un passo indietro rispetto all’approvazione all’unanimità della Camera dello scorso novembre che ignora quanto sia complesso reagire quando si ha paura, si è paralizzate o si subisce una violenza.
Da cinque anni ci battiamo affinché, anche a livello legislativo, passi il concetto chiaro e semplice per cui il sesso senza consenso è stupro. E proprio ora che sembrava arrivata la fine di questa lunga battaglia, si è deciso di tornare indietro. Non possiamo accettare che si torni a una logica che scarica sulla sopravvissuta l’onere della prova: abbiamo bisogno di un cambiamento culturale e legislativo chiaro.
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