lunedì 18 settembre 2017

PRECARIO A 50 ANNI : " MI HANNO RUBATO LA DIGNITA' "

L'interna di una cartiera (foto...

LUCCA- Perdo lavoro nel 2011 a causa della chiusura dell’azienda del settore cartario, molto sviluppato nella mia città. Mi rimetto sul mercato tramite agenzie interinali e Centro per l’impiego, ma da subito fatico a rientrare nel mio settore. Mi dichiaro disponibile a spostarmi e inizia un calvario di lavori accompagnati da promesse puntualmente disattese. Intanto per far fronte alle necessità della vita (figli, salute, casa, auto) do fondo ai risparmi. Posso contare solo su stipendi risicati, sperando che niente di extra accada a far saltare i miei precari equilibri.

Vivo in Toscana, la giro in lungo e in largo, lavoro per un anno fuori regione, ma niente si trasforma in qualcosa di duraturo. Mi ritrovo a 50 anni ad avere bisogno di un garante per comprare un’utilitaria o una bici da regalare a mio figlio per il suo compleanno. Non mi do pace e cerco in altri settori, contratti a chiamata nelle cucine, fino a oggi, dopo l’ennesimo contratto terminato.

Mi sento frustrato e pieno di rabbia. Ti rubano anche la dignità. Ho lavorato in una pizzeria lucchese con un contratto a chiamata per il weekend. Dopo due mesi il titolare mi chiama il giovedì sera e mi dice «non ho bisogno più di te». Mi ha licenziato neanche di persona.

Il 19 giugno mi fanno un contratto di “apprendistato professionalizzante senza limiti di età”: mille euro al mese, orario notturno dalle 3 alle 11 e ogni tanto dalle 22 alle 11. Tre mesi in prova, fino al 1° settembre. Mi rassicuravano: «Lavora che prenderai il posto di quell’altro». Il 28 agosto mi comunicano che non ho superato la prova. In realtà era finito il periodo di ferie dei colleghi e non servivo più.

Mi sento dire da quelli che sono sicuri della loro posizione di considerare ogni esperienza come una nuova opportunità, ma il mio curriculum abbonda di esperienze. Paradossalmente quando lo presento mi viene rinfacciato di averne persino troppe, di esperienze, sarebbe preferibile un curriculum più snello. Mi sento preso in giro e umiliato. Ogni volta mi vergogno di dire alle persone che amo che l’ennesimo contratto è finito. Vorrei appellarmi a chiunque voglia darmi un’occasione di riscatto e vorrei dirgli di credere in me

( Da Il Tirreno )

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