lunedì 14 agosto 2017

IN SICILIA SI TENTA DI RIPORTARE LE PROVINCE A PRIMA DELLA STRAMPALATA LEGGE DELRIO


Nell’aprile del 2014 la Camera convertì in legge il cosiddetto “Disegno di legge Delrio” sulla riforma delle province, approvato dal Senato con qualche difficoltà un mese prima. La legge prevedeva una riformulazione delle province trasformate in enti di secondo livello, per i quali non sono cioè più previste elezioni dirette.

Le province sono state sostituite da assemblee formate dai sindaci dei Comuni che fanno parte della provincia e da un presidente: è previsto anche un terzo organo, il consiglio provinciale, formato dal presidente della provincia e da un gruppo di 10-16 membri – in base al numero degli abitanti della provincia – eletti tra gli amministratori dei comuni interessati.
Il 4 dicembre 2016 gli italiani hanno bocciato l'eliminazione delle province , ma il governo si guarda bene di ridare i poteri che avevano prima .
IN SICILIA -Torna l'elezione diretta per il presidente dei Liberi consorzi, per il Sindaco metropolitano e per i consiglieri di questi enti. "Abbiamo messo fine alla riforma più strampalata di Rosario Crocetta. Le ex province sono state massacrate da scelte scellerate del Pd per cinque anni.
    Ora si vede un po' di luce. Torna anche la democrazia con il voto a suffragio universale. Sono orgoglioso di essere stato il primo firmatario del disegno di legge che oggi con il voto d'Aula ha reintrodotto il voto diretto", afferma Vincenzo Figuccia, (Fi). Ribatte Antonello Cracolici (Pd): "E' evidente che questa legge sarà inevitabilmente impugnata dal governo nazionale, determinando un ulteriore condizione di caos sulle ex province che purtroppo sono già state oggetto in questi anni di una legislazione incerta e precaria".

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