giovedì 8 settembre 2016

LUIGI MAIONE - Poesie

E alla fine di tutto,
il piscio dei cani e degli ubriaconi,
vetri rotti, metri di vita bruciata,
l’odore acre di una metropoli in demolizione.
Ho dato fiato ai poeti, luce ai pittori, immortalità agli amanti.
Ho subito danni, passaggi di vita veloce.
Ho visto, sentito, ma mai parlato, né pianto.
E questo è il risultato: solitudine!
Chissà se fossi stato uomo…
Vivo solo da sempre,
e sempre allo stesso posto
anche se a distanze costanti ho molti fratelli.
Vivo di notte,
di giorno sono spento.
Non ho coscienza perché sono materia
materia morta.
Eppure stanotte……
E’ così sola questa notte
che sembra quasi
di sentire in me una coscienza...
Vivo per strada
illumino la bellezza e l’orrore
dell’umanità.
Abito in via degli orfani
e di mestiere faccio il lampione.
(l.m.) Set 2016
diritti SIAE

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